Savate MSP Italia, da Genova riparte una nuova stagione di tecnica, confronto e formazione
Un ring, atleti e tecnici arrivati da diverse parti d’Italia, tanta voglia di allenarsi e, soprattutto, di ritrovarsi.
È questa l’immagine dalla quale è ripartita la nuova stagione del Settore Savate MSP Italia, coordinato da Stefano Secci, con l’Open Day nazionale che si è svolto il 3 ottobre presso l’Elite Club Pegli di Genova.
Una giornata dedicata alla tecnica e al confronto, ma anche un’occasione per presentare il programma delle attività della stagione 2026/27 e creare un primo momento di incontro tra società, tecnici e praticanti provenienti da diverse realtà.
L’obiettivo è quello di sviluppare un percorso di attività capace di offrire nuove opportunità a chi pratica la Savate, affiancando alla dimensione agonistica occasioni di formazione, allenamento e confronto.
UN CALENDARIO CHE PARTE DAL RING
La stagione prevede un programma articolato di allenamenti collettivi, stage tecnici, assalti, trofei e competizioni, insieme ad attività dedicate alla formazione come passaggi di grado, corsi per istruttori e aggiornamenti tecnici.
Un calendario pensato per accompagnare la pratica della Savate a diversi livelli.
Accanto agli appuntamenti agonistici troveranno infatti spazio anche occasioni di confronto non agonistico, nelle quali atleti con esperienze differenti potranno allenarsi insieme e vivere il ring come strumento di crescita tecnica e personale.
Tra i prossimi appuntamenti è prevista anche una giornata dedicata alla Savate assalto in Lombardia, pensata proprio per favorire il confronto tra praticanti provenienti da realtà diverse.
L’idea è quella di ampliare le occasioni nelle quali incontrarsi, imparare e condividere esperienze, valorizzando le tante realtà che già lavorano quotidianamente per la diffusione della disciplina.
«VOGLIAMO CREARE OCCASIONI PER CRESCERE INSIEME»
A raccontare la filosofia del progetto è Stefano Secci, Coordinatore Nazionale del Settore Savate MSP Italia.
Stefano Secci, perché avete scelto di iniziare la stagione con un Open Day nazionale?
«Perché volevamo innanzitutto creare un’occasione di incontro.
La Savate è una disciplina che vive attraverso le società, i maestri, gli istruttori e gli atleti. Mettere queste persone sullo stesso ring significa creare un’opportunità di confronto che va oltre il singolo allenamento.
A Genova abbiamo voluto semplicemente iniziare la stagione insieme, allenandoci e presentando le attività che ci accompagneranno nei prossimi mesi».
Qual è l’idea alla base del percorso Savate MSP Italia?
«Creare occasioni di pratica, formazione e confronto.
MSP Italia può rappresentare un’opportunità ulteriore per le realtà che desiderano partecipare ad attività, stage, assalti, competizioni e momenti formativi.
Non si tratta soltanto di organizzare appuntamenti, ma di dare continuità alle attività e permettere a chi pratica Savate di incontrare altre realtà, confrontarsi e fare esperienza».
Il calendario comprende sia attività agonistiche sia iniziative rivolte a chi non fa agonismo.
«È una scelta precisa.
L’agonismo è una componente importante della Savate, ma non è l’unico modo di vivere questa disciplina.
Ci sono atleti che vogliono competere, altri che vogliono migliorare tecnicamente, altri ancora che praticano per passione. Credo sia importante creare occasioni per tutti.
Anche un assalto svolto in un contesto non agonistico può essere un’esperienza estremamente formativa».
Quanto è importante la formazione dei tecnici?
«È fondamentale.
La crescita di una disciplina passa inevitabilmente dalla qualità della sua formazione. Per questo nel calendario abbiamo previsto corsi, aggiornamenti e momenti dedicati agli istruttori.
Ma la formazione non riguarda soltanto la tecnica. Significa anche trasmettere ai ragazzi e agli atleti i valori dello sport: rispetto, lealtà, disciplina, amicizia e professionalità.
Sono questi gli elementi che permettono di costruire un ambiente sano nel quale praticare e crescere».
Cosa diresti a chi vuole avvicinarsi alle attività Savate MSP Italia?
«Di venire a conoscerci.
Non è necessario essere un atleta esperto e non è necessario avere obiettivi agonistici. Le attività sono un’occasione per allenarsi, confrontarsi e conoscere altre persone che condividono la stessa passione.
Mi piacerebbe che chi partecipa percepisse soprattutto questo: la possibilità di entrare in una realtà nella quale poter imparare, dare il proprio contributo e continuare a crescere.
La Savate ha bisogno di essere praticata, conosciuta e vissuta. E ogni nuova persona che si avvicina alla disciplina rappresenta una risorsa».
UNA STAGIONE APERTA AL CONFRONTO
L’Open Day di Genova ha quindi rappresentato il primo appuntamento di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi attraverso stage, allenamenti, assalti, competizioni, trofei e attività formative.
Un calendario pensato per creare occasioni di incontro e per valorizzare il lavoro quotidiano delle società e dei tecnici che contribuiscono alla diffusione della Savate.
Senza contrapposizioni e senza steccati: semplicemente attraverso la possibilità di allenarsi, confrontarsi, formarsi e condividere la passione per una disciplina ricca di storia e di contenuti tecnici.
Perché la Savate può crescere anche così: attraverso le persone che ogni giorno scelgono di salire sul ring.
Il primo round della stagione è già iniziato.


